Prodotti tipici del cilento: 15 prelibatezze da non perdere

Oltre ad essere una delle zone naturalistiche e storiche più belle e suggestive della Campania, il Cilento è anche un’area rinomata per la sua ottima cucina e per le sue eccellenze alimentari. Non è infatti un caso che proprio nel Cilento, precisamente a Pioppi, sia nata la dieta mediterranea, formulata dal medico americano Ancel Keys e poi dichiarata patrimonio culturale immateriale UNESCO nel 2010.

I prodotti cilentani si caratterizzano per una grande varietà e rispecchiano la ricchezza e la tipicità di questo territorio che è riuscito a conservare intatta la propria biodiversità, meritando riconoscimenti importanti come quello di Riserva Biosfera nel 1997.

Conoscere il Cilento significa, quindi, anche apprezzare quelle tipicità e coltivazioni che hanno permesso alla sua gastronomia di superare i confini regionali e nazionali, facendo di questa terra uno degli emblemi del “buon vivere” anche a tavola.

Prodotti del Cilento: i salumi e i formaggi

Tra le eccellenze alimentari del Cilento bisogna innanzitutto ricordare i prodotti caseari che includono veri e propri tesori di questa terra come la Cacioricotta, formaggio tipico del Parco del Cilento e del Vallo di Diano riconosciuto anche come presidio Slow FoodSi tratta di un ottimo formaggio prodotto da latte di capra e di pecora, lavorato sapientemente e poi lasciato a gocciolare nelle “fuscelle”, dei canestri di giungo, prima di essere salato a secco.

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Eccellenti sono anche il pecorino del Cilento, realizzato con latte di pecora e caratterizzato da un sapore aromatico, e il caciocavallo, prodotto esclusivamente con latte di mucche di razza podolica.

Tra i prodotti cilentani sono da annoverare anche la mozzarella di bufala Dop, la cui lavorazione è accuratamente disciplinata dalla legge, e l’eccezionale soppressata di Gioi Cilento, il salume più caratteristico di questa zona e l’unico la cui lavorazione tra i salumi lardellati è rimasta inalterata nel tempo.

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Oltre alla soppressata, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano si producono altri squisiti salumi come la salsiccia cilentana stagionata, il capocollo dolce del Cilento e il guanciale cilentano, prodotto solo con suini allevati allo stato brado. 

Gli oli e i vini del Cilento

Se la produzione di formaggi e salumi è ricca e fortemente legata al territorio, anche quella dell’olio e dei vini “risente” moltissimo delle peculiari caratteristiche di questa zona.

Per quanto concerne gli uliveti, il Cilento ha una lunghissima tradizione, che risale addirittura al IV secolo a.C. Da allora la coltivazione dell’oliva si è diffusa ampiamente portando alla produzione di oli d’eccellenza, come quello del Cilento che nel 1998 ha ottenuto il marchio Dop.

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La produzione dell’olio EVO cilentano è regolata da un rigido disciplinare e le olive utilizzate per la sua produzione sono oggi coltivate in 62 comuni del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

A seconda dell’area geografica è possibile distinguere diverse varietà e tra queste la più nota è la Pisciottana, considerata anche come la più antica e coltivata soprattutto nella zona sud del Parco. L’ulivo pisciottano è il più grande tra le specie esistenti e produce olive molto pregiate dalle quali si ricava un olio di alta qualità. Le olive di questa particolare specie sono inoltre utilizzate per realizzare un’altra tipica preparazione del Cilento, ovvero le olive ammaccate (Presidio Slow Food), così dette per la particolare tecnica di lavorazione. Alla Pisciottana si aggiungono, poi, altre varietà autoctone, ovvero la Rotondella e la Salella, tipiche della zona ovest, l’Ogliarola, la Frantoio e i Leccino.

Tra i prodotti Cilento bisogna poi ricordare i vini, la cui bontà e unicità era riconosciuta già nel XVI secolo. Introdotti dai coloni greci, i vigneti hanno trovato nel terreno argilloso e calcareo del Cilento un habitat ideale, caratteristica che ha permesso la produzione di uve di pregio dalle quali si ricavano vini raffinati.

Tra questi il Fiano del Cilento IGP, vino bianco secco e dal colore paglierino, il Castel San Lorenzo Doc e il Cilento Doc, una denominazione introdotta nel 1989 che include vini rossi, bianchi e rosati prodotti prevalentemente nelle aree collinari.

Quando si parla di prodotti tipici del Cilento non si può poi non ricordare la lunga tradizione di liquori e distillati, preparati macerando sapientemente foglie e frutti in alcool; tra le produzioni locali più apprezzate ci sono il liquore ai fichi e al limone e l’amaro cilentano.

Prodotti Cilento: frutta, verdure e legumi

I prodotti del Cilento includono anche delle rinomate specialità orto-frutticole oltre a una grande varietà di legumi di pregio.

Tra i prodotti Dop del territorio va innanzitutto ricordato il fico bianco del Cilento, coltivato in ben 68 comuni (da Agropoli a Bussento) e caratterizzato da un sapore delicato da una grande versatilità che consente anche di essiccarlo o di lavoralo come confettura.

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Non meno apprezzato è il carciofo di Capaccio-Paestum Igp, una coltivazione molto antica, conosciuta anche con il nome di “Tondo di Paestum”, e contraddistinta da una maturazione precoce e da un intenso colore verde con sfumature violacee.

Alla lista dei prodotti cilentani va anche aggiunta la cipolla bianca di Vatolla, tra i prodotti simbolo della biodiversità del Cilento nonché ingrediente di pregio della dieta mediterranea. Prodotta nell’omonima frazione del comune di Perdifumo, la cipolla di Vatolla si distingue per il suo sapore dolce e per il suo odore delicato oltre che per l’intenso colore bianco.

Passando ai legumi, tra i più celebri del Cilento c’è senza dubbio il fagiolo di Controne Dop, coltivato nell’omonimo comune situato sui Monti Alburni. Presidio Slow Food, il fagiolo di Controne è molto piccolo, bianco e privo di macchie ed è particolarmente apprezzato per la sua digeribilità e per il sapore estremamente particolare.

Tra i legumi tipici cilentani vanno poi citati anche i ceci di Cicerale (Presidio Slow Food), rigorosamente coltivati senza prodotti chimici, i fagioli di Casalbuono (Presidio Slow Food), prodotti sulle colline del Vallo di Diano e disponibili in ben sette varietà, alcune nane e altre rampicanti, e il fagiolo della Regina di Gorga (Presidio Slow Food), una particolare varietà di fagiolo bianco che deriva il suo nome dalla frazione di Gorga di Cilento del comune di Stio.